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Venezia che muore

2 ' di lettura

Poco meno di un anno fa Venezia soffriva il turista. La città più imitata al mondo, ambita meta per un romantico viaggio di nozze. Chissà perché, da sempre, si percepisce nell’odore di pesce e acqua di mare un’aria tristemente romantica. Sarà stato Casanova ad aver sparso un po’ d’amore?

La vicenda della Serenissima è piuttosto ambigua, a tratti appare come uno scherzo del destino. Allarme a maggio 2019. L’Agi denunciava l’overturism, definito dagli esperti come quel fenomeno secondo cui una destinazione popolare o un particolare scorcio vengono invasi dai turisti in modo insostenibile. In effetti Venezia, a dire dell’Agenzia, è stata decretata capitale mondiale del turismo di massa registrando 30 milioni di ingressi l’anno, ovvero 370 visitatori per ogni residente nel centro storico. La città lagunare è stata per lungo tempo il luna park dei turisti; piccioni in festa a Piazza San Marco e, allestiti per loro banchetti di milioni di molliche, tuffi dai canali e fumi di navi da crociera. Per quell’ingorgo vacanziero, il comune sceglie di imporre il cosiddetto “Contributo di accesso”, tassa per la quale nei giorni da bollino nero un turista arriva a pagare 10 euro, con tanto di telecamere di sorveglianza a segnalare gli arrivi.

Quanti sono stati i caffè proibiti dalle maestre durante le gite scolastiche? “Non consumate a Piazza San Marco, vi spellano”. Ma in fondo sei a Venezia, tra il prestigio, i gondolieri, le maschere e il vetro di Murano.

Venezia deserta

Mentre si ragionava su un turismo sostenibile a basso inquinamento, la soluzione, drastica l’ha portata il Covid-19. Canali limpidi, riaffiorano i fondali. Tutto instagrammabile. Ma il meraviglioso dopo un po’ annoia, la città e il sindaco Luigi Brugnaro rimpiangono i vacanzieri che portavano molliche ai piccioni e monete ai commercianti. Ora Venezia somiglia più a un deserto. Vuota. Ma quale contributo di accesso, Sony paga centomila euro per la presentazione di Playstation 5, facciamo una partita nel “salotto d’Europa”, mentre a Palazzo Ducale si gira Lybra, il settimo episodio di Mission Impossible al costo di 550 mila euro. Ripieghi. Venezia soffre: Mariacristina Gribaudi, presidentessa dei Musei Civici parla, su Repubblica, della volontà di diffondere il valore dei musei civici. Il turismo nella città è calato del 22,2 % secondo i dati riportati da L’Economia– collocandosi così al secondo posto della graduatoria nazionale delle città italiane con meno affluenza, dietro solo a Trapani. Meglio correre ai ripari. E a proposito di ripari…

Cantava così, nel 1981, Francesco Guccini. Poesia musicata e inserita nell’album Metropolis.

Venezia che muore, Venezia appoggiata sul mare
La dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi
Venezia, la vende ai turisti
Che cercano in mezzo alla gente, l’Europa o l’oriente
Che guardano alzarsi alla sera, il fumo o la rabbia di Porto Marghera

Parole riproposte un anno fa, quando il Mose ha ceduto alla foga dell’acqua, immersa l’arte ed anche in quel caso spettacolarizzazione. Non c’è più differenza fra tragico e comico e la satira offende, scalfisce. La situazione della città lagunare è traballante; overturism, allagamento, pandemia e silenzio. Sarà il momento giusto per scegliere quale costume indossare?

Giorgia Persico

2 Comments

  1. Maradoneide - SALGO AL SUD Maradoneide - SALGO AL SUD 29 Novembre, 2020

    […] Venezia che muoreVenezia che muoreBy Giorgia PersicoPoco meno di un anno fa Venezia soffriva il turista. La città più imitata al… […]

  2. Venezia da difendere Venezia da difendere 20 Maggio, 2021

    […] le calli, e grandi navi che facevano tremare le fondamenta della città e della comunità. Ma Venezia è poesia, decadenza e […]

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