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Totocalcio: l’appuntamento sportivo si rinnova. Storia e nuovi approcci

4 ' di lettura

Da gennaio ritorna il Totocalcio, il concorso dedicato ai pronostici delle partite di calcio. Si presenterà agli scommettitori attraverso una nuova formula in cui si potranno giocare partite obbligatorie e opzionali. Prima di cadere nel dimenticatoio, questo concorso rappresentava l’appuntamento del sabato per gli appassionati.

Breve storia del Totocalcio

Questo concorso nacque nel 1946, con il nome di schedina Sisal. Fu ideato dal giornalista della “Gazzetta dello Sport” Massimo Della Pergola, assieme ai colleghi Fabio Jegher e Geo Molo, come mezzo per finanziare gli stadi italiani martoriati durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1948, il gioco passò alla CONI e cambiò nome in Totocalcio. Inizialmente, le partite da azzeccare per vincere il montepremi massimo erano 12, poi – nel 1951 – sono passate a 13.

Nel giro di poco tempo, il Totocalcio divenne un fenomeno di costume e un appuntamento fisso per milioni di italiani che attendevano la domenica per sentire i risultati delle partite in tempo reale. Dal 1994, al Totocalcio vennero affiancati altri concorsi – sempre a tema calcistico -, fra cui il Totogol, dove bisognava indovinare gli incontri con più reti. Con la liberalizzazione delle scommesse legate a tutti gli eventi sportivi e con l’arrivo di concorsi più ricchi come il Superenalotto, il Totocalcio perse la popolarità che lo aveva reso celebre negli anni passati.

Dal 2003, il Totocalcio subì un restyling nella speranza di renderlo più appetibile al pubblico. Le partite da azzeccare divennero 14, la schedina proponeva dei concorsi anche il mercoledì e il sabato e si poteva scommettere persino sulle partite dei campionati esteri. Tuttavia, il Totocalcio non riuscì a ritrovare la popolarità del passato, e nel 2019 si rischiò la sospensione del concorso.

Come funzionava la schedina?

I tagliandi si dividono in due serie: la prima serie era divisa in tre parti.

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La schedina prima serie si divideva in altre tre parti: la figlia, che restava al giocatore; lo spoglio, che rimaneva alla ricevitoria; la matrice, che veniva consegnata a quelli del Totocalcio.

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Lo scommettitore compilava con 1, X e 2 le tredici partite presenti sulla schedina. Fatto questo, consegnava la schedina alla tabaccheria o al bar. La persona addetta tagliava in tre la schedina e applicava un talloncino alla sezione “Figlia” della scheda – quella che rimaneva al giocatore.

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Il giocatore, quindi, attendeva di sapere i risultati della partite davanti alla tv, perché durante “La Domenica Sportiva” comparivano gli esiti finali.

A partire dal campionato 1984/1985, la schedina del Totocalcio cambia pelle coi tagliandi della seconda serie. Sparite le tre parti storiche – “Figlia”, “Matrice” e “Spoglio” -, lo scommettitore doveva solo mettere una “x” nei pallini 1, X e 2. Alla ricevitoria restava solo la parte all’estrema destra della scheda.

Una delle novità era che la schedina passava dentro un terminale che stampava gli esiti pensati dal giocatore nella parte destra del tagliando.

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L’unica cosa immutata era l’attesa di scoprire se si fosse centrato il tredici.

Vincitori e vinti

Nel corso dei decenni ci sono stati tanti vincitori che sono riusciti a fare il mitico tredici del Totocalcio. Il primo vincitore in assoluto fu il signor Emilio Bassotti, che nel 1951 si aggiudicò il montepremi di 426.826 lire indovinando le vittorie di Inter, Torino, Novara, Bologna, Cesena e Venezia, più i pareggi Bari-Napoli, Livorno-Roma, Padova-Vigevano, Cremonese-Alessandria, Como-Genoa e Sampierdarenese-Sestrese. Alcune settimane dopo, ci furono le prime vincite milionarie per un disoccupato genovese e per una casalinga bolognese.

La Pasqua del 1975 portò alla vincita di 870 milioni di lire, mentre nel 1986 il tredici permise la prima vincita miliardaria. Nel 1993 ci fu il montepremi più alto di sempre, ma il 5 dicembre ben 1472 persone azzeccarono il tredici, vincendo e dividendosi oltre 34 miliardi. Un mese prima, invece, ci fu la vincita più alta della storia del Totocalcio: a Crema, un sistema permise a tre persone di aggiudicarsi più di 5 miliardi di lire a testa.

Gioie ma anche dolori per tanti, dato che diverse persone non sono mai riuscite a vincere. Oppure c’è chi ha vinto ma non ha mai visto riconosciuta la vincita. È il caso del signor Scialpi, che nel 1981 giocò una schedina grazie a cui vinse quasi un miliardo di lire. Solo che il CONI non ha mai riconosciuto la vincita, perché hanno sempre sostenuto che la matrice vincente non fosse mai arrivata. L’uomo intraprese una battaglia giudiziaria, in cui però non è riuscito a far valere i suoi diritti. Il signor Scialpi è scomparso nel 2019, senza mai vedere il montepremi tanto agognato.

Il Totocalcio al cinema

Il Totocalcio divenne anche protagonista di alcune commedie italiane ormai cult. Ecco qualche titolo da non perdere:

  • “L’audace colpo dei soliti ignoti” (1959): ritorna la banda del primo episodio, ma ora l’intento è svaligiare il furgone che contiene il montepremi del Totocalcio. L’operazione si rivelerà più complicata del previsto.
  • “Squadra antituffa” (1977): in una scena si vede Bombolo che cerca di truffare i monopoli cercando di sostituire le matrici delle schedine con l’aiuto del vapore proveniente da una tazza di caffè.
  • “Eccezzziunale veramente” (1982): Diego Abatantuono, nell’episodio in cui recita la parte di un tifoso interista, crede di aver fatto tredici grazie al pareggio tra la Carrarese e il Pro Patria, così decide di lasciare la fidanzata e lanciare una torta in faccia alla suocera. Solo dopo scoprirà che si tratta di uno scherzo dei suoi amici.
  • “Al Bar dello Sport” (1983): il Totocalcio è il protagonista non parlante della pellicola. Jerry Calà suggerisce a Lino Banfi di mettere 2 sulla partita Juventus-Catania. L’impensabile risultato farà vincere Banfi, ma allo stesso tempo gli causerà molti problemi dato che diverse persone vogliono dei favori da lui.
  • “Tifosi” (1999): nell’episodio Milan-Roma, Boldi è un tassista milanista che, per sbaglio, gioca una schedina in cui la Roma batte il Milan. È disperato fino a quando non scopre che manca solo quel match per poter fare tredici.

Il nuovo Totocalcio

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La nuova schedina del Totocalcio

Dal 2022, il Totocalcio si rinnova. La “triade” 1, X e 2 resta immutata, ma cambiano le formule di gioco per gli scommettitori. Nei concorsi si può vincere indovinando 3, 5, 7, 9, 11 o 13 incontri. Di queste partite, alcune sono obbligatorie (8), mentre altre opzionali (12), a scelta del giocatore. A seconda degli incontri giocati, si vincerà un montepremi apposito.

Il revival del Totocalcio rientra in un’operazione nostalgia che sta prendendo sempre più piede negli ultimi anni. Pensiamo anche ad altri ambiti, come il cinema, la televisione o le automobili. Stanno comparendo sempre più rifacimenti di film o programmi del passato, che spesso risultano inferiori rispetto ai predecessori (anche se qualche ottimo risultato c’è, come “IT” e il nuovo “Scherzi a Parte”, in grado di battere Cattelan su Raiuno). Per quanto riguarda le auto, invece, con l’avvento delle macchine elettriche si stanno riproponendo vetture del passato in versione green (vedi il prototipo della nuova Renault 5 elettrica).

Un effetto nostalgia utilizzato dal marketing per far attivare ai consumatori il ricordo dei tempi andati e delle cose che molti rimpiangono. Nella speranza che il Totocalcio torni a far sognare milioni di italiani. Come nel passato.

Raffaele Pitzalis

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