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Antologia dei B-Movie: quando il film brutto diventa poesia

12 ' di lettura

Quando si parla di B-movie si entra in un terreno ricoperto di mine. Per alcune persone, queste pellicole sono dei capolavori incompresi; per altri, invece, sono delle schifezze inenarrabili. Anche perché il concetto di brutto cambia da persona a persona. Ma i B-movie nascondono sempre delle sorprese.

Cos’è un B-movie? Il termine definisce quei film di qualità non proprio eccellente, caratterizzati anche dal poco successo di pubblico e critica. Volutamente dimenticati, con l’avvento del Web i B-movie hanno ritrovato una nuova linfa, ottenendo il successo tanto agognato. Siete pronti a scoprire il mondo dei cosiddetti “film brutti”? Il viaggio comincia.

Volevamo stupirvi con effetti speciali

Il primo punto da analizzare per capire se stiamo guardando un film brutto sono gli effetti speciali. Più sono casalinghi e meglio è. Ecco qualche esempio:

  • Il premio per il film brutto con gli effetti speciali più trash spetta ad “Alien 2 sulla terra” (1980). Per realizzare il mostro – non ci crederete – è stata usata della trippa posta attorno alla telecamera. Per simulare il verso del mostro, invece, il regista Ciro Ippolito ebbe la brillante idea di registrare un addetto della troupe mentre russava. Nel cast troviamo un giovane Michele Soavi, registra del film “Dellamorte Dellamore” (1994) e della miniserie del 2001 “Uno Bianca”.
  • Il francese “Devil story” (1985) è atroce e geniale allo stesso tempo. La trama è comprensibile come un trattato di fisica quantistica. Infatti, il film è noto soprattutto per alcuni personaggi improbabili: abbiamo un tizio dal volto deformato che indossa una divisa delle SS, una mummia egizia e un vascello che esce dalle rocce di una montagna. Gli effetti speciali sono incredibili. Un uomo che cerca di sparare a un cavallo (le scene in cui compare il cavallo sono state realizzate all’alba, mentre quelle in cui si vede l’uomo sono state riprese durante il tramonto) viene aggredito dalla mummia. Il mostro spappola la pancia dell’uomo, solo che le interiora che fuoriescono sono state realizzate con la carne macinata. Altra perla è il prato che ingloba una ragazza con l’impermeabile giallo.
  • Nel film “Assassinio al cimitero etrusco” (1982), per simulare la torsione innaturale del collo delle vittime, gli attori furono vestiti al contrario. Degne di nota anche le rocce da cui spuntano dei vermi.
  • Le notti del terrore” (1981) va citato per la bruttezza delle maschere degli zombie e per le abilità di questi ultimi, in grado di lanciare coltelli a distanza, sfondare le porte a mo’ d’ariete e vestirsi da frati.
  • Per quanto riguarda la computer grafica usata coi piedi, uno dei film più noti è senza dubbio “Birdemic” (2010), in cui gli uccelli digitali volano fissi nello stesso punto; gli attori, invece – di cui farete fatica a capire cosa dicono -, cercheranno di far fuori i pennuti brandendo delle stampelle.
  • A proposito di pennuti, merita una citazione il film del 1957 “Il mostro dei cieli“. La trama è semplicissima: un gigantesco pennuto spaziale cerca di distruggere il mondo. È proprio l’orrendo pennuto, realizzato da una ditta messicana, a rendere leggendario il film.

La recitazione, questa sconosciuta

Altro punto da studiare sono i protagonisti di queste pellicole. Più sono cani e meglio è. Abbiamo, ad esempio:

  • I protagonisti del film “Cient’anne” (1999) sono Gigi D’Alessio e Mario Merola. Scene clou del film neomelodico sono: il duetto tra D’Alessio e Merola, sdraiato su una barella dopo aver avuto un infarto, e l’incidente stradale causato da Gigi D’Alessio. Il cantante si butta dall’auto in corsa, una Panda rossa, decretando la morte della sua fidanzata. Non si capisce, però, nella scena della caduta nel precipizio, come la Panda si trasformi in un grosso furgone.
  • Altro protagonista di film ripugnanti fu il bodybuilder Franco Columbu, che ha prestato il suo “talento” in pietre miliari della cinematografia di serie B come “Beretta’s Island” (1994) e “Doublecross on Costa’s Island” (1997). I due film sono praticamente uguali: Columbu interpreta un poliziotto che si trasferisce a Ollolai (paese natale dell’uomo) per combattere il criminale di turno; durante le indagini, quindi, sfascia una quantità industriale di autovetture. Altro suo film fu il disastroso “Dreamland – La terra dei sogni” (2011). Qua Columbu salva il pugliese James dalle gang, facendolo diventare prima un falegname e poi un pugile.
  • Mario Ferrara, protagonista del film “Nuovo ordine mondiale” (2015). Questo è un film che piacerebbe a Enrico Montesano, dato che si parla di biochip sottopelle e del fluoro nei dentifrici, reo di annientare la volontà delle persone.
  • Renato Zero in “Ciao nì!” (1979). Unico film in cui “recita” Renato Zero, questa pellicola riuscì a battere l’incasso di “Superman” in Italia. In un mondo post-apocalittico, Renato Zero riceve minacce di morte da un misterioso personaggio che si nasconde sotto lo pseudonimo di “Ciao Nì”.
  • Il regista cult dei B-movie Ed Wood, colui che realizzò capolavori del calibro di “Plan 9 from Outer Space” (1959), “Glen or Glenda” (1953) e “La sposa del mostro” (1955).

Nella lista rientrano anche i film:

  • Troppo belli” (2005) con Costantino e Daniele, due tronisti di “Uomini e Donne” il cui unico compito nel film è quello di togliersi i vestiti.
  • Parentesi Tonde” (2006) racconta le peripezie di alcuni tizi discutibili in un villaggio vacanze. Nel cast troviamo Karim Capuano, famoso per aver staccato l’orecchio a una persona, Pippo Pelo con le sue battute agghiaccianti (roba del calibro di “Se io mi nutro, tu ti nutri, Frank Sinatra?”) e Raffaella Lecciso, famosa per essere la sorella di Loredana Lecciso.
  • Albakiara” (2008), in cui delle ragazze leggermente disinibite entrano nel mondo della droga. La colonna sonora dell’intero film è composta da brani di Vasco Rossi.
  • Vento di prima – Innamorarsi a Monopoli” (2001). Nel film, due giovani ragazzi cercano di conquistarsi. Lui sceglie l’arma della pietà, mentre lei decide di essere una carogna. Nel cast una Micaela Ramazzotti d’antologia, capace di recitare peggio di Nicoletta Braschi.

Storie di tutti i giorni

Anche certe trame non scherzano in fatto di bruttezza e originalità, risultando pure troppo originali.

  • Cthulhu Mansion” (1992). Penserete che il protagonista della pellicola sia la creatura ideata da Lovecraft. Ebbene no: il protagonista è un mago che incontra una banda di criminali. Arrivati nella sua abitazione, i furfanti moriranno uno alla volta, dato che la casa è maledetta. Le uccisioni dei cattivi sono qualcosa di epico: uno muore annegando nella doccia, una risucchiata dal frigorifero e un’altra viene attaccata dall’edera. In una scena, una bustina di cocaina si suicida buttandosi nel camino acceso. Questa meraviglia venne trasmessa da Rai Uno circa quindici anni fa.
  • Chicken Park“, film di Jerry Calà del 1994, è la parodia di “Jurassic Park” – ma anche di numerosi altri film. Il ruolo dei dinosauri è preso da dei polli giganti, di cui uno omosessuale. “Chicken Park” merita una visione per non perdere le doti recitative di una giovane Alessia Marcuzzi, e per riconoscere tutti i riferimenti agli altri film. Ricco di citazioni è anche un altro film brutto italiano, ovvero “Box Office 3D” (2011) di Ezio Greggio.
  • A proposito di parodie, in questo campo i film turchi battono tutti. Abbiamo lo Star Wars turco (1982), “L’invincibile Batman” (1973), dove c’è un robot palesemente realizzato con i cartoni degli imballaggi, e “Badi (Et Turco)” del 1983, film noto sia per la bruttezza di “ET”, sia per una scena in cui l’alieno e dei bambini ballano in un’aula scolastica sulle note di un brano di Pippo Franco. Sublime.
  • Manos: The Hands of Fate” (1966). La pellicola racconta del viaggio in auto di una famiglia che si imbatte in una casa in cui è presente una setta, capitanata da un signore baffuto e dal suo assistente Torgo, dedita alla poligamia. Che dire di questo film… Il montaggio è tragicomico (si vede il ciak del regista spuntare in un’inquadratura), la fotografia è inesistente, gli attori sono al livello delle recite natalizie delle scuole elementari. Un discorso a parte merita l’attore che ha interpretato Torgo. L’uomo era un tossicodipendente, e durante tutte le scene del film era fatto. Inoltre, aveva una sorta di impalcatura sotto i pantaloni, perché il suo personaggio era un satiro, ma la sistemò al contrario. I risultati furono una camminata che ricordava quella di un uomo ubriaco e delle ginocchia prominenti. La nota triste è che l’uomo si uccise una settimana prima dell’uscita di “Manos”. La copia originale del film la possiede Quentin Tarantino, cultore dei B-movie.
  • Santa Claus conquers the martians” (1964). In questo film abbiamo dei marziani che rapiscono niente meno che Babbo Natale, perché i bambini venusiani vogliono i regali.

La regola d’oro

L’assioma del film brutto è che tutto può far paura. Tutto! Se non ci credete, vi diamo qualche esempio:

  • Il gelato (“Stuff – Il gelato che uccide”, 1985). Degli scienziati scoprono una sostanza strana che ha sapore di yogurt. Decidono di venderla come gelato, solo che questo “gelato” si muove in autonomia e uccide le persone che lo mangiano.
  • Le formiche (“L’impero delle termiti giganti“, 1977). Le formiche radioattive, che controllano una città intera grazie ai ferormoni, se attaccate, emettono urla femminili.
  • Le lumache (“Slugs“, 1988). Dei rifiuti radioattivi causano delle mutazioni nelle lumache, che cominciano a uccidere.
  • I pomodori (“Il ritorno dei pomodori assassini”, 1988). Questo film è il seguito di “Pomodori assassini” (1978). I pomodori sono vietati per legge perché 10 anni prima volevano uccidere gli umani. Uno scienziato è in grado di trasformare questi ortaggi in persone e cerca di conquistare il mondo (i pomodori si trasformano in Rambo, in Gheddafi e anche in Giovanni Paolo II). È uno dei primissimi film in cui recita George Clooney.
  • I castori (“Zombeavers“, 2014). Stessa regola di “Slugs”: dei castori diventano zombie assassini a causa di alcune mutazioni.
  • Il plancton (“Creature dagli abissi – Plankton“, 1994). Dei ragazzi dispersi in mare trovano una nave in mezzo. All’interno del bastimento scoprono un laboratorio con dei pesci abissali. Contaminati da una sostanza non ben specificata, si trasformeranno in esseri umano-anfibi-crostacei-squamosi.
  • I polipi (“Tentacoli“, 1977, e “Octaman“, 1971). Il primo vede un cast di premi Oscar completamente snaturato a causa di un film ai limiti del trash. La trama è semplicissima: un polpo gigante uccide tutti. Durante le riprese, la troupe perse in mare il polpo in gomma, quindi dovette girare tutte le scene del mostro con l’unico tentacolo recuperato. Il secondo, invece, è un’atroce pellicola messicana che merita la visione solamente per il polipo-umanoide.
  • Un cranio (“The Screaming Skull“, 1958). Lo spirito dell’ex moglie di un uomo cerca di annientare psicologicamente la compagna di quest’ultimo. All’inizio del film è presente un avviso in cui si dice che se qualcuno fosse morto di paura durante la visione del film, avrebbe avuto il funerale pagato. Ovviamente la produzione non sborsò nulla.
  • Il camper (“Camper Killer“, 2018). Un camper posseduto cerca di far fuori i nuovi proprietari del mezzo.
  • Il letto (“Death Bed”, 1977). A causa di una maledizione secolare, un letto uccide chiunque si permetta di dormici sopra.
Promo del film Stuff – Il gelato che uccide, trasmesso su Italia 7 nel 1993

Filoni cinematografici

I B-movie per eccellenza sono i film horror, ma non bisogna generalizzare. Anche perché ci sono numerosi filoni cinematografici che riescono a sfornare film brutti degni di una visione. Ad esempio, abbiamo:

  • I film erotici come “Bambola” (1996), in cui Valeria Marini viene approcciata da uno con un’anguilla in mano e si fa delle foto sopra una mortadella; “Messe nere per le vergini svedesi” (1972), in cui due sorelle, in cerca di un lavoro, finiscono in una congrega di maghi infoiati capitanati da una ninfomane; “Graffiante desiderio” (1993), in cui un tizio fidanzato si innamora di sua cugina, una donna psicopatica che farà fare all’uomo gesti inconsulti come rubare in un supermercato Sigma.
  • I cannibal-movie come “Antropophagus” (1980), in cui un essere ripugnante si divora i suoi intestini e uccide il feto (un budello di un coniglio) di Serena Grandi; o “Cannibal Holocaust” (1980), in cui dei reporter, spediti in Brasile per realizzare dei servizi su delle tribù cannibali, iniziano a uccidere chiunque perché vogliono registrare delle immagini sensazionali. Non perderanno l’occasione di uccidere una grossa tartaruga (vera) e di sparare ad un maialino (vero).
  • I poliziotteschi. Il re dei poliziotteschi di bassa qualità fu Mario Merola, con capolavori come “Napoli… serenata calibro 9” (1978), “Napoli… la camorra sfida, la città risponde” (1979) o “Napoli, Palermo, New York – Il triangolo della camorra” (1981). Le trame sono sempre le stesse: viene ucciso il figlio di Merola e lui comincia a sparare a chiunque. Per un poliziottesco all’americana di bassa qualità, invece, bisogna citare “Zombie Cop” (1991), in cui un poliziotto-zombie vuole fermare uno stregone immune alle armi.
  • I western. Uno dei più cult è “Quattro carogne a Malopasso” (1989), i cui protagonisti parlano con un forte accento siculo. Il regista del film, Vito Colomba, venne deriso dalla Gialappa’s durante alcune puntate di “Mai dire Tv”, mentre impartiva lezioni di regia sul canale regionale siciliano RTC. Per chi ama i film in bianco e nero, invece, immancabile “The Terror of Tiny Town” (1937), in cui il cattivo di turno minaccia una città abitata da nani.
  • I nazisploitation. Filone cinematografico che mischia gli ufficiali nazisti con le donne nude. Uno dei film più noti è “L’ultima orgia del III Reich” (1977), in cui vediamo una giovane Daniela Poggi, conduttrice di “Chi l’ha visto?” dal 2000 al 2004, nel ruolo della protagonista.
  • I ninja movie. Maestro di questo genere fu il regista Godfrey Ho, capace di realizzare un film unendo più film completamente slegati tra loro e rubando le canzoni dei Pink Floyd e di altri artisti. Tra i tanti “film” realizzati da Ho vanno ricordati “Ninja licenza di sterminio” (1987), “Ninja i guerrieri di fuoco” (1987) e “Ninja the Protector” (1986).
  • I monster movie. I protagonisti di queste pellicole sono grossi mostri che cercano di distruggere una città. Uno dei più orrendi è “Frankestein alla conquista della Terra” (1965), in cui il mostro di Frankenstein lotta con una sorta di Godzilla chiamato Baragon. Il film è stato girato in Giappone. Il fatto grave è che, in una scena, sbagliano la data dell’esplosione nucleare di Hiroshima.
  • I film distopici. Questa tipologia di film sono ambientati in un futuro post apocalittico. Il più noto è “I predatori dell’anno Omega” (1983), in cui un despota vuole schiavizzare il mondo attraverso il lavaggio del cervello. A sfidare il tiranno ci saranno un guerriero e la sua moto parlante. In una scena cult, si vede una moto che brucia: peccato che si notino anche le rotelle da bicicletta per tenerla in equilibrio.
  • I nunsploitation. Queste pellicole, tutte uguali, sono ambientate nei conventi, dove le monache subiscono torture dopo essere state denudate perché innamorate di un tizio a caso. Tra i titoli cult troviamo “La monaca nel peccato” (1986) e “Confessioni proibite di una monaca adolescente” (1976).
  • I film d’animazione. Neanche i cartoni animati si salvano dalle grinfie del B-movie. Abbiamo, ad esempio, “Little Panda Fighter” (2008), un plagio per nulla velato del più noto “Kung Fu Panda”, con una morale di fondo orrenda per un film destinato ai bambini. Oppure il “cartone animato” (male) “Dinosauri” (2000), della Dingo Pictures, casa di produzione specializzata in film d’animazione atroci. Copia mal riuscita de “Alla ricerca della valle incantata”, il protagonista del film è un cucciolo di dinosauro che deve ritrovare i genitori dopo averli persi di vista durante una eruzione vulcanica. L’animazione e il doppiaggio sono la ciliegina sulla torta di questo film agghiacciante.

Un discorso a parte merita la serie “Lucio Fulci presenta”. Lucio Fulci fu un famoso regista che realizzò pellicole di ogni genere, come “Non si sevizia un Paperino” (1972) o “Zombi 2” (1979). Nel 1988, alcuni produttori commissionarono al regista la supervisione diversi film. Peccato che questi film erano uno peggio dell’altro. Tra i più meritevoli abbiamo:

  • Non aver paura della zia Marta” (1988). Una famiglia va a trovare la zia Marta, ma uno ad uno i membri del nucleo familiare vengono fatti fuori. Un finale da denuncia per questo film, che scopiazza “Poltergeist”, “Shining” e “Psyco”. La recitazione è a livello di Mario Giordano durante “Fuori dal Coro” e le uccisioni sono qualcosa di incredibile.
  • “Bloody Psycho” (1989). Merita una visione solo per lo spettro in sedia a rotelle e i baffi posticci del protagonista.
  • “Hansel & Gretel” (1990). Forse è il peggiore film tra quelli della serie. Due bambini vengono rapiti e uccisi per i loro organi, ma i bimbi, sotto forma di spettro, fanno fuori tutti coloro che hanno avuto a che fare con la loro morte. Per i cultori dei B-movie, il film regala momenti di qualità, come: una ripresa di oltre un minuto di un cancello che si chiude; un uomo che, sotto le lame di mezzo agricolo, diventa un quarto d’agnello; degli intestini di gomma messi in un acquario.

Altra serie di ciofeche furono i quattro episodi realizzati per il ciclo “Le case maledette”, commissionato da Mediaset a Reteitalia. Queste quattro perle furono:

  • “La casa delle anime erranti” (1989). Incredibilmente noioso, l’unica emozione che regala è la scena della decapitazione di un bimbo causata da una lavatrice posseduta.
  • La casa nel tempo” (1989). Dei teppisti svaligiano una villa in cui ci sono dei vecchi pazzi che hanno decimato parte della famiglia. Nonostante la morte dei proprietari, gli orologi faranno scorrere il tempo all’indietro, facendo tornare in vita la coppia di anziani assetati di vendetta.
  • La dolce casa degli orrori” (1989). Due bambini, di cui uno interpretato da Ilary Blasi, vedono gli spiriti dei genitori, uccisi durante una rapina. I marmocchi sono affidati agli zii, che si rivolgono a un esorcista per fermare i due bimbi ormai svalvolati.
  • La casa del sortilegio” (1989). Un uomo sogna una strega che fa bollire la sua testa in un calderone. Dopo una serie di uccisioni, il sogno si avvera.

I magnifici 5

Se i film proposti vi hanno scioccato, abbiamo lasciato per ultimi i 5 film cult del mondo dei B-movie – quelli che almeno una volta nella vita vanno visti per godere appieno della loro aurea trash.

  • Alex l’ariete!” (2000). Questo film brutto è entrato alla storia grazie alla recitazione di Alberto Tomba, qui alla sua unica esperienza cinematografica (fortunatamente). Accanto a lui c’è Michelle Hunziker. A dirigere questo baraccone c’è il regista Damiano Damiani, colui che ha diretto la prima stagione de “La Piovra”, la serie tv italiana più apprezzata al mondo. Per farvi capire il livello del film, in una scena si vede Tomba mentre legge il copione.
  • Il Bosco 1” (1988). Rappresenta l’essenza primaria del B-movie – talmente brutto da essere un capolavoro. Una coppia di fidanzati, Cindy e Tony, fanno una gita sulle Alpi. Qui incontrano la strega Arva e lo scrittore Algernoon, il quale parla con un rasoio in gola. Arva è la regina del film, con la sua mano uncinata che le esce da sotto la gonna. In una scena ha degli occhi finti e si vede l’attrice che cammina a tentoni perché non vede niente. Poi c’è Cindy, con il suo accento italo-americano che manco Stanlio e Ollio. Gli effetti speciali sono magistrali, tra teste posticce in gomma e il giubbotto bianco di Cindy che non si macchia mai nonostante i fiumi di sangue. Il sogno proibito di Coralina Cataldi Tassoni, l’attrice che ha interpretato Cindy, è quello di distruggere tutte le copie de Il Bosco 1.
  • La croce dalle sette pietre/Il lupo mannaro contro la camorra” (1987). A un uomo viene rubata la croce che porta al collo, e si getterà alla sua ricerca disperata prima che accada una maledizione. Si potrebbe scrivere un saggio su questa pietra miliare dei film brutti. Una su tutti: la trasformazione dell’uomo in lupo mannaro, lenta e tragicomica. I peli del lupo sono presenti solo sul volto dell’attore e regista Marco Antonio Andolfi e sul suo organo riproduttore. Vanno citati il mostro Aborym (un Chewbecca di serie B) e l’importante cammeo che nessun film ha mai avuto. A un certo punto, infatti, appare completamente a caso un’immagine di Gesù Cristo. Il film venne finanziato dal Ministero dei Beni Culturali.
  • “La tomba” (2004). Uno degli ultimi film del maestro Bruno Mattei, famoso per pellicole scadenti come “Terminator 2″ (1989), “Zombi 3 (1988) e “Rats” (1984). Il film narra la storia di un gruppo di studenti universitari, guidati dal professore di archeologia, che seguono una strega che li porta in un tempio, in cui duemila anni fa venne ucciso un potente sacerdote. Gli attori sembrano presi da un filmino di un battesimo, mentre la scenografia approssimativa e il vino spacciato per sangue fanno il resto. Se vi piace il film “L’armata delle tenebre”, sarete felici: il regista ha ben pensato di rubare pezzi di quel film per aggiungerli al suo.
  • “Troll 2” (1990. Alcuni troll vegetariani, comandati da una strega, mangiano gli umani dopo aver offerto loro degli intrugli verdi che li trasformano in piante. A fermarmi ci sarà il piccolo Joshua assieme allo spirito del nonno Seth. I troll sono il pilastro su cui regge tutto film: sono così brutti e caserecci da essere meravigliosi. Per non parlare della strega che li comanda: in una scena si bacia con un ragazzo assieme a una pannocchia; durante le effusioni iniziano a comparire popcorn… E niente spoiler sull’incredibile finale.
Alcuni protagonisti dei magnifici 5. Prima fila: capo dei troll (Troll 2). Seconda fila: Arva la strega (Il Bosco 1), Antavleva Bottazzi (Alex l’ariete), Bruha (La tomba) e Cindy (Il bosco 1). Ultima fila: Alex Corso (Alex l’ariete), Marco Sartori lupo mannaro (La croce dalle sette pietre) e Tony (Il Bosco 1)

Abbiamo cercato di fare un’ampia panoramica del mondo dei B-movie, ma molto altro ci sarebbe da dire. Per chi è abituato a seguire i classici film noti e blasonati, è difficile concepire l’idea di guardare uno di questi film. Ma avvicinatevi a questo universo a piccoli passi, magari guardando inizialmente qualche trailer o spezzone, e man mano riuscirete a farvi le ossa per sopravvivere alla visione di una pellicola intera. Perché è molto facile parlare bene di film che guardano tutti e che sono apprezzati in tutto il mondo, ma per i B-movie ci vuole una vera e propria passione. Guardare per credere.

Raffaele Pitzalis

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