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Il “New York Times” acquista “The Athletic”: più abbonati e notizie di qualità

3 ' di lettura

Il “New York Times” acquista “The Athletic”, testata sportiva online, per una cifra vicina ai 550 milioni di dollari. Ma cos’è “The Athletics”? E, soprattutto, qual è l’obiettivo del NYT?

Le acquisizioni nel mondo editoriale e giornalistico sono da anni il simbolo di un sistema sempre più in crisi. Le spese e i costi sovrastano le entrate e, per non cancellare il lavoro di anni e soprattutto il posto dei dipendenti, si tenta la cessione a un’azienda più solida e forte. A fronte di una cessione però ci deve essere un potenziale importante che dia una motivazione concreta. Nel giornalismo sportivo e soprattutto in Italia, queste situazioni sembrano lontane quanto utopistiche, anche alla luce dell’importante cifra che ha messo sul piatto il NYT.

“The Athletic”: un progetto ambizioso ma soprattutto di qualità

In molti infatti si stanno chiedendo per quale motivo il NYT abbia deciso di pagare questa cifra enorme per acquistare “The Athletic”. Ma andiamo con ordine. “The Athletic” nasce a fine 2015 e in pochi anni si guadagna un’importantissima fetta di pubblico tra gli abbonati alla testata. Stiamo parlando di circa 1,2 milioni di persone che hanno sottoscritto l’abbonamento (7,99 dollari al mese oppure annuale con il pagamento mensile a 3,99 dollari). Il valore sul mercato della rivista va ricercato nel suo modo di fare giornalismo sportivo. Una grande qualità in merito a notizie, approfondimenti e inchieste. Molto lontano dal classico sensazionalismo e dai titoli clickbait.

“The Athletic” si muove verso un tipo di giornalismo basato su storie e reportage di altissima qualità. Lo scandalo scoppiato nel settembre 2021 in merito agli abusi sessuali nel calcio femminile americano è solo una delle tante inchieste riportate in modo eccellente. Si avvale di un’estrema precisione e accuratezza nel racconto degli sport: dal soccer (come viene chiamato negli USA il calcio) al basket NBA passando per la National Hockey League (NHL) e la National Football League (NFL).

Inoltre, questa start up nel suo organigramma conta 600 dipendenti di cui 400 sono giornalisti. I costi per tenere in piedi tutta questa struttura pare non consentano di generare profitti per il giornale online fino al 2023, nonostante produca 80 milioni di fatturato all’anno. Dal punto di vista economico quindi non sembra di certo un affare per il “New York Times”.

La homepage di “The Athletic”

L’obiettivo del “New York Times”: raggiungere più abbonati possibili

Inglobando a sé “The Athletic”, il “Times” promuoverebbe ancora di più nella sua vetrina dell’abbonamento la qualità dell’informazione. Un ottimo biglietto da visita per chi decide di abbonarsi. Secondo diversi esperti questa operazione va interpretata anche in ottica di abbonamenti, in quanto uno dei principali obiettivi della testata newyorkese è quello di incrementare vendite e introiti.

Con 8 milioni di abbonati la strategia utilizzata non preme più sulla pubblicità, ormai per alcuni diventata obsoleta, ma sugli iscritti a pagamento. Considerando gli abbonati a “The Athletic”, il giornale si avvicina sensibilmente all’obiettivo che si è posto entro il 2025: arrivare a 10 milioni di abbonati. Gli abbonati totali coinvolti dall’acquisizione sono circa 9,2 milioni e, con ancora 4 anni abbondati per raggiungere la soglia prefissata, la cifra che dovrà sborsare comincia ad avere un senso.

La cessione delle quote è una vittoria da entrambe le parti

Perché questa acquisizione rappresenta una ottima notizia per il giornalismo sportivo? In primo luogo perché, con le spalle coperte dal NYT, “The Athletic” non rischierebbe più a livello economico. E’ da un po’ di tempo infatti che la società stava provando a cedere ad altre aziende tutto il suo pacchetto. Nei mesi scorsi si è parlato di Axios tra le pretendenti, ma la cifra richiesta per la cessione ha complicato le trattative. È ipotizzabile che già da tempo “The Athletic” cercasse un nuovo acquirente per mantenersi viva all’interno del giornalismo sportivo e per cercare di difendere il modo in cui fa giornalismo sportivo. In questo senso, l’economia della società beneficia ed entra a far parte di una delle testate più autorevoli del mondo all’interno di un progetto serio come quello del “New York Times” di espansione, sostenibilità e credibilità.

“The Athletic” inoltre aumenterebbe il suo bacino d’utenza, passando da più di un milione di abbonati lettori a quasi 8 milioni. Con il suo pregevole biglietto da visita farebbe inoltre un’importantissima pubblicità per il lettore medio del NYT che dalla sua parte può contare su un lavoro in termini di notizie, approfondimenti e reportage di qualità.

Se le notizie sicure riguardano la trattativa tutto rimane invece ancora incerto in merito a possibili cambiamenti di “The Athletic“. Riusciranno a mantenere la medesima qualità sotto la luce del “New York Times”? Al momento sembra di sì. Scrivo “al momento” perché sono le due parole utilizzate dalla testata sportiva per i suoi abbonati in merito all’acquisizione del NYT.

Non cambierà nulla nell’iscrizione a “The Athletic” – promettono i due fondatori Alex Mather e Adam Hansmann – aggiungendo che continueranno a investire nella redazione di livello mondiale e nella copertura nazionale che non ha rivali. Il “New York Times”, come emerge dalle parole di Meredith Kopit Levien, Ceo del quotidiano, ha dal canto suo idee ben precise. Questa operazione – ha detto Levien – ci mette nella condizione di essere uno dei leader dell’editoria sportiva e di dare nuove motivazioni ai lettori per rivolgersi a noi quando vogliono informarsi su quel che accade nel mondo. Ancora: qualità, sostenibilità e credibilità giornalistica. Ecco perché la scelta di “The Athletic”, aldilà della cifra in ballo, rappresenta una notizia importante per il giornalismo sportivo.

Andrea Cicalò

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