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Sovraffollamento mondiale e pandemia: una stretta correlazione è possibile

4 ' di lettura

Lo spauracchio del sovraffollamento, dall’esplosione demografica degli ultimi decenni del XX secolo, è stato un tarlo fisso, una minaccia per l’umanità. L’aumento esponenziale della popolazione è generalmente unito all’aumento di densità demografica in alcune aree della Terra e ha interessato soprattutto il sud-est Asiatico.
Se ne è discusso tanto, sono presenti molti studi a riguardo, ma si è fatto ben poco.
Un problema rilevante, se si pensa che la Cina, colosso demografico moderno, per cercare di frenare la crescita demografica, dal 1979 al 2013 attuò la Politica del figlio unico. Una legge di controllo delle nascite che imponeva il concepimento di un solo figlio per contrastare il forte incremento della popolazione.

Attualmente, circa 7,8 miliardi di persone popolano la Terra. Il sovraffollamento, i cambiamenti climatici e la pandemia sono tre fattori in rapporto tra loro che costituiscono un circolo vizioso difficile da arrestare. Come spiega in un’ intervista ad Agi Giovanni Maga, direttore dell’Istituto di Genetica molecolare del CNR-IGM di Pavia: la sovrappopolazione mette a rischio le risorse della Terra e contribuisce al cambiamento climatico. Ogni umano esercita un’impronta ecologica rispetto all’ambiente e contribuisce all’emissione di CO2. Inoltre, con il via libera dato dalla globalizzazione, ogni persona si può spostare rapidamente e frequentemente. Tutti questi elementi rendono facile l’insorgenza e la diffusione di epidemie.

La dichiarazione profetica di Isaac Asimov sul sovraffollamento

Tornando indietro di 33 anni, nel 1988 il giornalista Bill Moyers, in un’intervista estremamente attuale, incalza l’intellettuale Isaac Asimov con questa domanda: “Cosa succederà dell’idea della dignità della specie umana se questa crescita della popolazione continuasse al ritmo attuale?” Asimov, quasi freddamente, risponde: “Credo che ne uscirà completamente distrutta. […] la democrazia non può sopravvivere alla sovrappopolazione. La dignità umana non può sopravvivere. Convenienza e decenza non possono sopravvivere. Man mano che metti sempre più persone sul mondo, il valore della vita non solo diminuisce, scompare. Non importa se qualcuno muore. Più persone ci sono, meno un individuo importa”.

L'affermazione di Isaac Asimov sul sovraffollamento dal minuto 3:05

Un pensiero quasi visionario quello di Asimov, che sintetizza il problema del sovraffollamento, croce dell’umanità da tanto tempo.

Il caso dell’India: il vero inferno è sulla Terra

L’India sta vivendo questa seconda ondata di pandemia nel terrore e nell’orrore. I medici e gli operatori sanitari sono stremati, non ci sono riserve di ossigeno, il sistema sanitario, già molto fragile, sta cedendo. Intanto la campagna di vaccinazione procede a rilento e come se non bastasse, i crematori sono stracolmi. Sembra non ci sia più legna per l’allestimento delle pire funerarie usate per il rito tradizionale indù, non essendoci alternativa, molte salme sono state gettate direttamente nel Gange. E’ di pochi giorni fa la notizia che sulle rive del fiume sono stati rinvenuti moltissimi corpi o sono stati visti galleggiare.

Le zone rurali, zone in cui si concentra il numero più alto di abitanti, sono quelle che stanno maggiormente accusando il colpo del virus. In questi territori, in cui molte volte non ci sono i beni primari, sia per la lontananza dai centri abitati che per un’arretratezza culturale di fondo, ci si affida a sciamani per la cura del Covid-19. Una pratica diffusa, quella di non fare ricorso al sistema sanitario, che non fa altro che aumentare la diffusione del virus.
Alcune comunità utilizzano rimedi alternativi contro il Covid-19: si cospargono di letame di vacca, animale sacro per gli induisti, e lasciano che si asciughi. Dopo preghiere e pratica yoga, si versano il latte per lavare via lo sterco come atto di purificazione.

Il sovraffollamento ha amplificato il disastro in India

Il Covid-19 ha accentuato e incrementato le fragilità e le disuguaglianze di qualunque Paese, menando fendenti ancor più profondi nel Sud del Mondo o nei paesi che già non godevano di una buona stabilità. In particolare, in India la pandemia ha scoperchiato tutte le falsità, le promesse e le illusioni fatte dal governo, ma soprattutto dal primo ministro Narendra Modi. Con l’aiuto dei media ha convinto i cittadini dell’innocuità del Covid-19 costruendo una vera e propria narrazione alternativa rispetto alla gravità del virus e della pandemia.

L’unica soluzione per fermare la catena di trasmissione propagatasi nel territorio anche a causa della contagiosa “variante indiana”, stando alle parole dell’immunologo americano Anthony Fauci, sarebbe il lockdown nazionale, ma a quanto pare non è contemplato dal governo.

In India, dalle statistiche di Worldometer.info del 2021, vivono 1 miliardo e 390 milioni di persone, circa il 17,7% della popolazione mondiale totale. Secondo il bilancio della Johns Hopkins University, da inizio pandemia i casi di contagio hanno superato la soglia dei 24 milioni. Per quanto riguarda i decessi, da una notizia del Times of India, si aggirano intorno ai 270 mila.
Viene da pensare che l’incubo di cui l’India è protagonista non sia solamente una conseguenza della malagestione del governo rispetto alla pandemia, ma che sia anche causato dal sovraffollamento.

La sovrappopolazione è, infatti, uno dei problemi fondamentali del Paese e ha contribuito a una più rapida propagazione del virus e a una maggiore difficoltà nel suo controllo.
Non solo l’India, ma anche altri Paesi molto popolosi come Sri Lanka, Nepal, Cambogia, Thailandia, Vietnam ed Egitto stanno subendo una seconda ondata incontrollabile.

Un futuro sempre meno confortante

“Il secondo anno di pandemia rischia di essere molto più mortale del primo”. Lo ha affermato il Direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus nel discorso di apertura al briefing per i media sul Covid-19 del 14 maggio 2021. Una dichiarazione preoccupante, ma abbastanza prevedibile dai numeri di questi primi mesi del 2021, ancora troppo alti e che mettono in guardia i governi.

Se da una parte la crescita esponenziale della popolazione è allarmante e mette a dura prova la nostra esistenza sulla Terra, dall’altra il solco tracciato dalle vittime della pandemia è il campanello d’allarme, il monito per fare in modo che tutto ciò non si ripeta.
L’ONU stima che nel 2050 la popolazione raggiungerà il picco di circa 10 miliardi, per poi diminuire, una situazione che diventerebbe insostenibile per la Terra.
I governi questa volta non dovrebbero farsi trovare impreparati, ma iniziare ad attuare politiche precise riguardo a tali temi cruciali. Anche perchè il sovraffollamento, la pandemia e i cambiamenti climatici non fanno altro che aumentare i divari e l’instabilità dei governi, contribuendo all‘annullamento dei diritti umani e della democrazia.

Oggi, la maggior parte delle persone vive in condizioni a dir poco disumane e di estrema povertà (per esempio, secondo il sito Water.org 663 milioni di persone non hanno accesso a un bene primario come l’acqua).
Ma anche eliminando le disuguaglianze e facendo in modo che ogni abitante goda di tutti i beni e i servizi primari come un cittadino dei Paesi più sviluppati, paradossalmente non sarebbe possibile sostenere i ritmi attuali. La terra, infatti, collasserebbe e le sue risorse sarebbero prosciugate nel giro di qualche anno.
Uno scenario da brividi, ma con cui si deve iniziare a fare i conti e a prendere coscienza.

Sara Ausilio

3 Comments

  1. paolo poli paolo poli 22 Maggio, 2021

    Mi piace

  2. Teresa Spina Teresa Spina 22 Maggio, 2021

    Un articolo davvero interessante e profondo che fa davvero riflettere..Complimenti

    • Sara Ausilio Sara Ausilio Post author | 29 Maggio, 2021

      Grazie mille!

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