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Vaccinarsi è una scelta razionale, una giovane medico ci spiega perché

3 ' di lettura

“La pandemia ci ha insegnato l’incertezza”

Rischia di passare in secondo piano, in questi giorni di caos mediatico legato ai vaccini, la grossa responsabilità di chi – ancora una volta – è chiamato a combattere in prima linea contro il COVID-19. Senza voler evocare l’eroismo, sono medici, infermieri e oss che quotidianamente si recano a lavoro un po’ come se stessero andando in guerra: puoi infettarti o no, puoi farti il vaccino e non avere conseguenze, o malauguratamente sviluppare un effetto avverso. Scelte e consapevolezze che più di altri, gli operatori sanitari vivono concretamente, perché connaturate al proprio mestiere.

Annamaria Abbate è una giovane medico alla prima esperienza in un COVID Hospital, la struttura di Partinico (Palermo). Qui, hanno vaccinato tutti gli operatori sanitari procedendo per gruppi. Il 31 dicembre, quando è stato il suo turno, si è sottoposta anche lei.

Sei stata vaccinata. Come stai?

Bene. Ho avuto un pò di dolenzia nel sito di iniezione per circa due giorni. Anche i miei colleghi, qualcuno ha riportato mal di testa, stanchezza o brividi di freddo, ma non ci sono stati grossi effetti avversi. Farò il richiamo dopo circa 21 giorni dalla prima dose.

Come ti sei posta rispetto all’opportunità di fare il vaccino?

Sapevo che era importante farlo, sebbene non esista alcun obbligo. Mi sono informata tramite il sito AIFA sulla composizione del vaccino, non mi è sembrato particolarmente aggressivo da un punto di vista biologico, e ho deciso di farlo perché mi espongo a un rischio infettivo alto lavorando in un Covid Hospital.

Altrimenti?

Se lavorassi come medico presso una guardia medica, avrei considerato anche di aspettare prima di sottopormi. Come del resto, molti colleghi stanno scegliendo di fare. Si tratta di una situazione clinica incerta, in quest’ottica è comprensibile il timore. Di fatto, ha prevalso l’aspetto razionale: il vaccino è stato creato, sperimentato, so com’è fatto, avendo competenze mediche posso ragionare su come agisce, non mi è parso pericoloso e ho deciso di farlo.

In cosa consiste il timore legato al vaccino tecnicamente?

Alle incertezze di ogni farmaco nuovo. È una questione statistica: più persone provano il farmaco, più aumenta la probabilità che un dato effetto avverso si manifesti. Se una reazione avversa è molto probabile, allora anche testando il farmaco su un piccolo campione di persone, molto probabilmente si renderà manifesta. Se l’effetto avverso invece è raro, occorre una più ampia fetta di popolazione perché almeno un individuo lo manifesti. 

La “fase 4” della sperimentazione farmacologica, ovvero la fase post-commercializzazione detta di farmacovigilanza, è quella in cui il farmaco è somministrato su una popolazione molto più ampia e variegata. Vale ancora di più per questo vaccino, perché non è mai esistito al mondo che tale fase avvenisse a livello mondiale. Io ne sono parte integrante: di fatto, è probabile che ci siano alcuni effetti collaterali che non sono stati messi in evidenza e che si vedranno ora che il vaccino viene diffuso su larga scala. Questo vale per tutti i farmaci nuovi. Quella che si fa è dunque, una valutazione costi-benefici.

Nulla a che vedere con un atto di fede…

Nella scienza c’è sempre un margine di incertezza. Bisogna decidere che farne: se farla diventare il fulcro attorno al quale stabilire i ragionamenti e quindi, in questo caso, non fare il vaccino, oppure se tenerla in considerazione come una delle tante componenti e fare una valutazione globale. Ma non è fede, non per me. Per me, da medico, è più facile ragionare attorno agli aspetti medico-scientifici del vaccino e prendere una decisione razionale.

Gli operatori sanitari ancora una volta in prima linea, in corsia come sui media in questi giorni. Quanto ci si sente parte della storia?

Non lo sto avvertendo, quindi non so. Il chiasso mediatico ci sta, è legittimo, lo comprendo. La pandemia è stata un inedito per la nostra generazione. La portata storica è pazzesca. Noto che c’è molto entusiasmo…immagino che per i colleghi più adulti tutto sia avvertito diversamente, perchè sono maggiormente esposti a forme gravi di malattia. Per loro, più che per me, il vaccino è il punto di svolta. Ed è vero: è la più importante precauzione, non evita il contagio, ma di contrarre forme gravi di malattia, perché il tuo sistema immunitario conosce già l’antigene e lo combatte.

Hai chiarito in che termini può essere timoroso sottoporsi al vaccino. Quindi comprendi chi obietta?

Non oltre i termini chiariti. C’è un fatto serio – trattato in molti post che ho letto in modo ironico – e su cui io concordo: spesso la gente non ha contezza di ciò che mangia o inala, o se lo sa, se ne frega. Da cosa è composto ciò con cui entriamo a contatto? È nocivo o meno? Attorno al vaccino c’è una paranoia collettiva: voglio precisare che il vaccino può fare male come può fare male una aspirina o del cibo spazzatura (fatte le dovute differenze, chiaramente). Penso che grazie alla pandemia tutti ci siamo resi conto, anche chi vive con leggerezza, di quanto la vita sia incerta. La pandemia ci ha insegnato l’incertezza. La gente ha paura, ma non sa di cosa: sta spostando semplicemente l’oggetto della sua paura. Prima era prendersi il Covid o non arrivare a fine mese, ora è farsi il vaccino. Quando moltissimi faranno il vaccino, la paura verrà spostata su un’altra cosa. Probabilmente, la situazione ha spinto tutti a fare i conti con l’idea della morte, ma molti non sanno dirlo, e sostanziano quella paura.

Sofia D’Arrigo

5 Comments

  1. Mario Mario 9 Gennaio, 2021

    Tutto giusto, però giova ricordare il nostro Paese fu all’inizio degli anni Novanta al centro di uno scandalo internazionale in cui venne reso obbligatorio un vaccino a seguito di una tangente. Tanti bambini vennero vaccinati per dei soldi che un colosso farmaceutico mondiale diede ad un politico.

    Inoltro la magistratura ha sentenziato il risarcimento dei danni da vaccino in questi anni per altri vaccini che in una percentuale molto bassa hanno creato danni rilevanti.

    Essere timorosi e fare una scelta responsabile quando si assume un farmaco è indice di intelligenza.

    Ma quello che io voglio chiedere è un altra cosa. Il mondo lennonista, radical chic, quello che dice che la sinistra deve cambiare ma si guarda bene dal votare Rizzo, quei signori della flanella che scrivono libri di dubbia utilità, sarebbero oggi disposti (siccome non sono giovanissimi) ad allinearsi a tutti quei vaccini che non hanno fatto quando erano giovani?
    Mi piacerebbe vedere qualche uomo stagionato che fa, senza meriti e titoli, la morale a Parma sul Covid farsi un selfie non solo quando si farà vaccinare contro il Covid, ma anche quando si farà iniettare tutti quegli altri vaccini che gli mancano.

    Questa è la lista dei vaccini obbligatori oggi:
    anti-poliomielitica.
    anti-difterica.
    anti-tetanica.
    anti-epatite B.
    anti-pertosse.
    anti Haemophilus influenzae tipo B.
    anti-morbillo.
    anti-rosolia.

    Vaccinarsi è un atto d’amore per se stessi e per gli altri. Come mai i signori della flannella vanno avanti sino allo sfinimento contro il Covid ma poi non hanno coraggio e hanno timore di danni irreversibili nel farsi tutti gli altri vaccini che gli mancano e che proteggererebbero non solo loro ma tuttta la comunità di Parma.

    Sarebbe bello chi fa le battaglie pro vax fosse quanto meno coerente e si vaccinasse

    • Gabriele Balestrazzi Gabriele Balestrazzi 22 Marzo, 2021

      In effetti qualcuno ha bisogno di qualche altro vaccino: l’ossessione del lennonista mi pare ormai una patologia, peraltro oscura. Anche quella di sapere cosa voto: dal 1976 ad oggi non ho votato sempre la stessa cosa, mi spiace deludere “Mario”, che giustamente la faccia e il nome intero non li mette neppure stavolta e che pure pretende di vedere “nel segreto dell’urna” (cit. Guareschi) .
      La talidomide e altre vicende tipo quella della prima frase? Certo: ma forse nel frattempo qualcosa è migliorato anche nel campo della Scienza, che pure non è e non potrà mai essere “scienza esatta”, come già spiega benissimo l’articolo.
      Infine, sulla differenza con gli altri vaccini, qualcuno spieghi a “Mario” che forse un effetto come il Covid nel dopoguerra non lo avevamo mai visto con nessun’altra vicenda: o lui ne ricorda che abbiano fatto più danni e abbiano più condizionato la nostra vita del Covid? Insomma, resto sempre dell’idea che chi non mette la faccia sia il primo a sapere bene quanto valgono le cose che scrive…

  2. Mario Mario 24 Marzo, 2021

    Sono convinto che vaccinarsi sia importante però mi chiedo: come mai gli operatori dell’informazione ducale in pensione con manie di protagonismo cittadino (dopo una vita professionale non particolarmente brillante) che fanno moralismi sulla vaccinazione e sullo stare in casa non approfittano di questa tornata di vaccinazioni per farsi vaccinare a tutti gli altri vaccini che negli anni 50 quando erano bambini non erano obbligatori?
    Anche un anziano è a rischio di morbillo, hpv, orecchioni, e tante altre malattie gravissime

    • Mario Mario 24 Marzo, 2021

      messaggio da cancellare, non ricordavo di avere già postato il commento. cancellate pure questo commento

  3. Mario Mario 24 Marzo, 2021

    Eccomi invece a rispondere al signor Gabriele Balestrazzi che non capisco perchè si senta tirato in ballo dalle mie considerazioni di qualche giorno fa.

    In ogni caso: il mondo no vax non nasce col Covid ma molto prima, e se il mondo vax si è criticato si devono criticare nello stesso modo quegli anziani che non si allineano ai vaccini obbligatori per quelle malattie che avevo indicato sopra. Gli anziani moralisti hanno paura di farsi vaccinare? Ebbene si, hanno paura e sono quindi dei no vax anche loro .
    Allora bisognerebbe capire perchè l’anziano con un costo bassissimo, anzi gratuito per la loro età, non si fa vaccinare contro quelle malattie che gli mancano nel proprio tesserino delle vaccinazioni. Queste malattie sono molto gravi anche per gli anziani: l’hpv ad esempio ha colpito anche personaggi famosi del mondo dello spettacolo.
    Siccome è intervenuto Balestrazzi sarebbe bello se ci dicesse se se la sente di farsi promotore per un campagna vaccinale per tutti i vaccini, facendosi vaccinare per quelli che gli mancano. Ricordo a tutti che qualche tempo fa in Italia, ben prima del Covid, certi mondi criticarono i genitori no vax.

    Per cui lasciando perdere il Covid io non capisco perchè quando ai pro vax non giovani gli si chiede “senti, visto che un vaccino costa pochi euro o è addirittura a gratis perchè non completi i vaccini obbligatori?” si arrabino, se la prendono o declinano l’invito.
    E’ perchè non hanno fiducia nei vaccini?

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