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#SalgoaSanremo – Prima serata

3 ' di lettura

Sono passati ormai poco più di dodici mesi da quando, verso le 4 del mattino, Diodato alzava il trofeo del vincitore di Sanremo. Da lì in poi è successo pressoché di tutto. Mascherine, Covid, morte, distruzione, Benji e Fede che si sono separati. Un annus horribilis per il mondo intero ma se bene o male tutto finisce così come è cominciato, allora l’antidoto a questo periodo non può essere altro che ciò che tutto ha scatenato: il Festival di Sanremo.

Da stasera, per tutte e cinque le serate, tenteremo di raccontarvi tutto quello che succederà attraverso queste pagine, perché Sanremo è Sanremo ma soprattutto è anche l’unica occasione annuale per usare una parola specifica: kermesse. Si alzi quindi il sipario dell’Ariston e che abbia inizio la 71esima edizione del Festival.

Nel nome del Padre

#0 ore 20.52 Amadeus scende le scale, non prima di farsi il segno della croce. Excusatio non petita ma doverosa per un’edizione stranissima e applausi in playback. Vabbé. Entra Fiorello…col botto! E la butta in caciara sfidando Achille Lauro: costume carnevalesco e Grazie dei fiori!

#1 – ore 21.24 Si sono esibite le prime quattro nuove proposte Gaudiano, Elena Faggi, Avincola e Folcast (le altre quattro domani). Giovani, emozionati e stonati. Ne passano due alla semifinale di venerdì: Folcast e Gaudiano.

#2 – ore 21.48 Dopo un interminabile stacchetto di Fiorello e Amadeus, si entra nel vivo. Si inizia a piangere. Sul palco sale Diodato e canta la canzone con cui ha vinto l’anno scorso “Fai rumore”. Un brano che parla di un silenzio innaturale e che paradossalmente è stato cantato più volte davanti alle sedie vuote che davanti a un pubblico vero.

#3 – ore 21.58 Il primo big in gara è Arisa, vestita da 2 gennaio durante il Conte bis, con unghie lunghe cinque centimetri e i capelli raccolti nel tubolare della bicicletta. Il brano è scritto da Gigi d’Alessio e si sente, quello che non si sente è il bisogno di questa canzone.

#4 – ore 22.08 Primo momento topico della serata, sul palco Colapesce e Dimartino con la versione 2021 di “Stasera che sera dei Matia Bazar. Il pezzo è leggerissimo come da titolo e si candida da subito ad essere uno dei nostri preferiti.

#5 – ore 22.15 Zlatan Ibrahimovic arriva sul palco a dettare le sue regole del festival. Si impegna ed è un bravo showman, che perpetra il suo personaggio di duro ma la noia cavalca.

#6 – ore 22.20 Sul palco Aiello, con una canzone così brutta incentrata sul tema del “sesso ibuprofene” che sono seriamente tentato dall’abbracciare l’ascetismo più casto.

#7 – ore 22.25 circa Arriva Alessia Bonari, infermiera già al Festival di Venezia, ora al Festival di Sanremo, prossimamente al Festival del Circo di Montecarlo passando per il Festival di Cannes e il Festival, io sento questa musica che ci prende l’anima. Insomma, dalla corsia del reparto Covid alla corsia preferenziale per l’ingresso nel mondo dello spettacolo.

#8 – ore 22.34 si esibiscono Fedez e Francesca Michielin con un brano di Michielin-Fedez-D’Amico-Simonetta-Raina-Mahmood-Buffon-Cannavaro-Materazzi-Grosso-Zambrotta-Pirlo-Gattuso-Perrotta-Camoranesi-Totti-Toni. Che poi tutta ‘sta gente per partorire qualcosa di così insipido, manco nei congressi del PD.

#9 – ore 22.41 Avvolta dalla solita retorica della signora del rock, la scena è tutta di Loredana Bertè conciata come un carro della festa patronale di San Pardo a Larino. Il medley è quello da ormai più di vent’anni, l’unica cosa che cambia è il tono di voce sempre più simile a quello di Mika Luttinen degli Impaled Nazarene.

#10 – 23.00 È la volta di Max Gazzè e la Trifluoperazina Monstery Band. La band è di cartone e lui è vestito come Leonardo Da Vinci. Il pezzo è un classico pezzo di Gazzè ma forse manca un po’ di mordente. A livello ritmico la composizione è di un altro pianeta, il divertimento è assicurato ma forse quando Max si scioglierà il tutto diventerà più gradevole.

#11 – 23.09 Quel che resta di Noemi interpreta la sua “Glicine”, brano perfetto per aspiranti cantanti black nelle cover band di paese. Fisicamente è cambiata parecchio ma a livello musicale rimane la solita sensazione di qualcosa di incompiuto.

#12 – 23.30 Il primo quadro di Achille Lauro è qualcosa che parte da un presupposto nobilissimo, la lettera del mondo verso l’umanità. Ma sarà che è solo la prima serata, è come se ci fosse qualcosa di ancora acerbo, anche perché il momento clou dell’installazione è quando piange lacrime di sangue. Ma Sanremo non è Civitavecchia.

#13 – 23.41 Dopo più di mezz’ora ci si ricorda della gara e sale sul palco Madame, la concorrente più giovane di tutta la rassegna, forse anche più giovane di alcuni dei giovani. 19 anni, dai quali ci si aspetta un brano esplosivo. Invece è implosione pura, condita da piedi scalzi e autotune che generano un bonus/malus clamoroso al Fantasanremo.

#14 – 00.00 Quando un giorno, vista l’ora è appena finita e un nuovo giorno è appena iniziato, un’improvvisa scossa anima il teatro Ariston. Quella dei Maneskin è una canzone tra le più interessanti di quelle proposte finora che, ricordiamolo, sono ancora 8 su 13. Damiano è vestito come un attore wannabe in un teatro di provincia ma a quest’ora è scusabile.

Ma se volete sapere cos’altro è successo, non perdetevi l’articolo di domani! Vi racconteremo tutto il resto della serata e commenteremo insieme i momenti salienti, i momenti bui e i momenti in cui ci siamo addormentati sul divano tra una pubblicità e l’altra.

E domani sera, tutti di nuovo qui. Tanto l’RT è in risalita, dove volete andare?

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