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Dare ragione a Mattia Feltri – figlio di Vittorio – è impopolare

2 ' di lettura

In occasione della giornata contro la violenza sulle donne, Huffington Post decide di ospitare nella sezione blog un intervento di Laura Boldrini, da sempre impegnata contro qualsiasi tipo di violenza e sempre dalla parte dell’offeso. Laura scrive il suo intervento, Mattia Feltri – direttore del giornale- lo legge, la chiama e le chiede di eliminare una parte, ecco la minaccia: la gogna pubblica.

Ma cosa avrà detto Boldrini? Ha citato lo spiacevole intervento dell’altro Feltri, il padre, ex direttore di Libero, (il mestiere è bene passarlo di padre in figlio).

E mi riferisco polemicamente a quei giornali che fanno di misoginia e sessismo la propria cifra. Cosa dire del resto dell’intervento di ieri di Feltri su Libero, in cui si attribuiva la responsabilità dello stupro non all’imprenditore Genovese ma alla ragazza diciottenne vittima?

Non esiste più un filtro, le pagine Facebook appaiono come le nuove testate giornalistiche quindi se pubblicato o meno su Huffington Post non importa. Il post registra 11.766 mi piace, 1551 commenti e 1561 condivisioni.

Il direttore è stato accusato di censura sia dai troll di Facebook, fuori da ogni conoscenza giornalistica ed anche, cosa di grave importanza, da Carlo Verna, presidente dell’Ordine dei Giornalisti, che, secondo quanto riportato da Feltri, ha parlato all’Ansa di “censura inspiegabile”.

Che bello sorridere e fare i buonisti nel giorno contro la violenza sulle donne. Feltri, probabilmente chiedeva solo indifferenza; il caso Libero è un caso di basso livello spinto da fanatico egocentrismo. Esiste una gerarchia e da sempre ciò che il direttore non vuole si pubblichi, non si pubblica. C’è poco da dire. Giusto o non giusto, queste sono le regole. Non a caso l’Italia, quando si parla di libertà di stampa, si posiziona ben oltre le prime posizioni. Mattia Feltri ha fatto una scelta. Non parlare di suo padre.

Mi sono dato una regola: non parlo in pubblico di mio padre, da vent’anni, direi, perché qualsiasi cosa dica – nel bene e nel male – sarebbe usata contro di me. Qualche volta vorrei difenderlo, qualche volta vorrei criticarlo, ma come si vede in queste ore non c’è serenità d’animo per accogliere le mie parole per quelle che sono: il mio pensiero. Non ne parlo e non voglio che se ne parli sul giornale che dirigo

Laura Boldrini ha fatto bene a parlarne? Si, ha fatto bene. Soffermiamoci un attimo sul ruolo del giornalista oggi. Cosa significa fare informazione oggi?

Il Giornalismo italiano? Secondo D.C. Hallin e P.Mancini, due sociologi della comunicazione, è iscritto nel Modello Pluralista Polarizzato. Rispetto all’Europa Continentale e Nordamerica, le edicole vendono pochi giornali, la stampa è considerata un fenomeno d’élite e il 70% dell’italiani l’informazione non la sceglie, ma la assorbe. La politica è dentro le redazioni, si ha un forte parallelismo con il sistema politico, lo Stato ha un ruolo fin troppo importante. Appare come finanziatore e proprietario dei media agendo in modo diretto. Perciò non c’è da stupirsi se un direttore chiede ad un ospite, seppur dal mestiere altisonante, di non citare il padre.

Giorgia Persico

2 Comments

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