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Infinito Casteddu! 50 anni dal glorioso scudetto che portò il Cagliari sul tetto d’Italia

1 ' di lettura

Dario Amighetti

Il calcio è letteratura. Un romanzo storico dalla mole imponente – come quella di un’opera proustiana – con una trama semplice e capitoli belli e appassionanti, come piccole madeleine.

Uno di questi ci riporta al 12 aprile del 1970, esattamente 50 anni fa, in una Sardegna ancora rude e pastorale, in cui lo stigma della criminialità e quello dell’ignoranza cozzavano con l’amore e l’orgoglio di un popolo nei confronti della propria terra, ancora per certi versi irredenta. In quel giorno tutta l’Italia si fermò a guardare con gioia e ammirazione ciò che fino ad allora aveva visto soltanto con diffidenza: il Cagliari di Scopigno e Conti, di Cera, Albertosi, Nené, Gori e Gigi Riva, si presentava al gran galà e si sedeva al tavolo delle grandi, precisamente a capo tavola; come in un gioco sineddotico, la Sardegna si prendeva il posto che le spettava nello scacchiere, si faceva dama.

Era l’anno degli Herrera (Accaccone e Accacchino come li definiva Gianni Brera): uno Heriberto (Accacchino), si prese la panchina dell’Inter lasciata libera dall’altro, Helenio (accaccone o il mago), che dopo anni di gloria con i nerazzurri passò alla Roma. Era l’anno del passaggio di Bonimba proprio dal Cagliari all’Inter, che in cambio diede ai sardi Poli, Domenghini e Gori, che di lì a poco avrebbero fatto la storia.

La formazione di Scopigno quel 12 aprile si prese ciò che le spettava di diritto e che le era sfuggito l’anno prima, e lo fece contro tutte le prevaricazioni, mostrando una rabbia e un orgoglio fuori dal comune. Quello scudetto rappresentava il riscatto di una provincia, di una regione, del mezzogiorno intero e tutti se ne resero conto, dai presenti allo stadio Amsicora – eroe tra gli eroi in quel momento – a quelli a casa. Quel giorno ci pensaro Gigi Riva (Rombo di tuono, capocannoniere con 21 reti e per la terza volta in quattro anni) e Bobo Gori a far saltare il banco e a scrivere uno dei capitoli più belli della storia del calcio italiano e mondiale: 2-0 al Bari che tradotto significa Cagliari primo, Inter seconda, Juve terza.

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