Amadeus e Like a Star, non è ancora finita

Amadeus ha deciso di rischiare, ma il debutto su Nove non è stato all’altezza delle aspettative. Il nuovo talent show musicale Like a Star, trasmesso per la prima volta mercoledì 14 maggio, ha raccolto appena 473.000 spettatori pari a un 2,4% di share. Un risultato deludente, soprattutto per chi, come lui, ha costruito successi record su Rai 1.
L’ambizione era chiara: portare luce, spettacolo e innovazione in prima serata. Ma al momento, la stella che dà nome al programma sembra ancora spenta.
Un debutto difficile e una concorrenza spietata
Il primo mercoledì di Like a Star è stato segnato da una concorrenza feroce. La finale di Coppa Italia, con oltre 6,5 milioni di spettatori e quasi il 31% di share, ha praticamente oscurato tutto il resto. Anche una replica della fiction Le Indagini di Lolita Lobosco su Rai 1 ha ottenuto risultati quasi cinque volte superiori.
In questo scenario affollato, la scelta di Amadeus di insistere con la seconda puntata ancora di mercoledì appare quantomeno azzardata. Il rischio è che la trasmissione venga inghiottita da un palinsesto già consolidato, dove il pubblico ha abitudini televisive ben radicate.
Un format che non convince: già visto e poco coinvolgente
Uno dei problemi principali di Like a Star è il format poco originale. L’idea di base richiama da vicino programmi già noti come Tale e Quale Show, ma senza lo stesso mordente. La presenza in giuria di Elio, Rosa Chemical e Serena Brancale, pur interessante sulla carta, non riesce a trasmettere un’identità forte al programma.
La sensazione è che si punti molto su scenografie spettacolari, luci dinamiche e effetti speciali, ma senza costruire un vero legame emotivo con il pubblico. E quando lo show non emoziona, gli spettatori finiscono per cambiare canale.
Il pubblico non segue: un problema di contenuto e strategia
La televisione generalista ha regole precise e spietate. Il pubblico premia solo ciò che funziona subito. E in questo caso, né il contenuto né la strategia di programmazione sembrano vincenti. Il mercoledì sera è una fascia affollata, dominata da eventi sportivi, inchieste popolari come Chi l’ha visto?, e grandi film o fiction.
Insistere nello stesso giorno potrebbe consolidare il flop. Un cambio di collocazione avrebbe potuto offrire una possibilità in più per crescere, magari in un giorno meno competitivo come il lunedì o il venerdì.
Il passaggio a Nove
Dopo l’addio alla Rai, ci si aspettava un Amadeus rinvigorito, pronto a portare freschezza e grandi numeri anche su una nuova rete. Ma tra Like a Star e la chiusura anticipata del quiz Chissà chi è, il suo approdo su Nove rischia di essere ricordato più per le promesse disattese che per i successi.
Il vero pubblico televisivo, quello fatto di spettatori davanti al televisore e non solo di follower social, non ha ancora seguito il conduttore nel suo nuovo percorso. E questo, per un volto così popolare, è un segnale da non sottovalutare.
Serena Brancale e la giuria: talento che non basta
Tra gli elementi positivi del programma, spicca la presenza di Serena Brancale, artista raffinata e tecnicamente preparata. Ma anche lei, insieme a Elio e Rosa Chemical, non riesce a risollevare l’interesse generale. Il problema non è la qualità dei giurati, ma l’assenza di una narrazione coinvolgente che sappia valorizzare il loro ruolo.
Il pubblico ha bisogno di rituali, identificazione, racconti forti. Senza questi elementi, neppure i nomi più promettenti riescono a emergere davvero.
Cambio di strategia?
Per tentare di salvare il format, è necessario un cambio di rotta immediato. Prima di tutto, serve una nuova collocazione nel palinsesto, lontana dai giganti del mercoledì. Poi, è fondamentale lavorare sul contenuto: dare maggiore spessore ai concorrenti, migliorare la scrittura narrativa del programma, e soprattutto trovare un’idea forte che differenzi Like a Star da tutto il resto.
Like a Star è una scommessa (ancora) da vincere
Like a Star rappresenta una scommessa coraggiosa, ma al momento non vinta. I dati parlano chiaro e il calore del pubblico è ancora lontano. La seconda puntata, prevista ancora di mercoledì, potrebbe confermare una tendenza negativa o, al contrario, essere l’occasione per un rilancio inatteso.
Quel che è certo è che Amadeus dovrà presto dimostrare di poter brillare anche senza il palcoscenico di Sanremo, e che il talento e la determinazione da soli non bastano. Servono scelte coraggiose, ma soprattutto strategiche.