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«Un giro di tango»: un ottimo esordio di Alice Mainardi

2 ' di lettura

Edito da Massimo Soncini Editore, «Un giro di tango» è il primo romanzo di Alice Mainardi. Il libro è un giallo dalla struttura classica ma non scontata, capace di tenere il lettore incollato alle pagine sfidandolo, come ogni giallo che si rispetti, a individuare il colpevole prima della sua conclusione.

La storia è ambientata nella cittadina emiliana di Valdenza, la cui tranquillità viene completamente stravolta dall’arrivo della bellissima Nina. Protagonista della vicenda è però Ricco, un giovane barista che ama la semplicità della sua vita e dei suoi affetti e che si ritroverà, suo malgrado, ossessionato dalla risoluzione di un omicidio costato la vita a un suo conoscente.

Un romanzo che si muove tra attualità e vita dell’autrice

Questo è la stessa Mainardi a raccontarlo. L’idea per questo libro nasce, infatti, dalla sua passione per i romanzi gialli e dai (purtroppo) numerosi episodi di cronaca nera che accadono ogni giorno. A darle il definitivo impulso alla scrittura è stata, però, la sua convinzione che escogitare il modo di compiere un omicidio senza farsi scoprire abbia, da un punto di vista puramente intellettuale – e beninteso, esclusivamente da questo –, un certo fascino. Così come, a suo dire, ha un certo fascino imbattersi in persone che, nonostante tutte le accortezze e gli sforzi, riescono comunque a capire la verità e a ricordaci che il delitto perfetto non esiste. Questo accade anche in «Un giro di tango», dove – ed è l’unico spoiler che si farà – l’omicidio non è lasciato irrisolto.

Nel romanzo non mancano inoltre i riferimenti ad alcuni temi al centro del dibattito pubblico degli ultimi anni e i retaggi degli studi storici condotti dall’autrice, che hanno influenzato, tra le altre cose, la scelta dell’arma del delitto e, soprattutto, del titolo del libro – «Un giro di tango» deriva infatti dall’espressione «un giro di valzer», usata dalla cancelleria tedesca di inizio ‘900 in riferimento alle azioni diplomatiche dell’allora Regno d’Italia.

Un libro leggero, perfetto per ogni lettore

Il romanzo di Mainardi ha tutto ciò che serve per essere apprezzato da molti lettori: che si sia o meno amanti del genere, una volta cominciata la lettura è impossibile non portarla a termine in poco tempo. E questo non solo per la contenuta lunghezza del libro – il romanzo si sviluppa in 180 pagine –, ma anche e soprattutto per il modo in cui è scritto: con uno stile semplice e diretto, che non si perde in descrizioni inutili e che a tratti fa anche sorridere grazie all’ironia dell’autrice, che potrebbe tranquillamente diventarne la cifra stilistica.

«Un giro di tango» è dunque un libro che, pur raccontando vicende che ruotano attorno a un omicidio, risulta piacevole e coinvolgente, non eccessivamente complesso e capace di intrattenere chiunque lo legga. Insomma, è proprio il caso di dirlo: con questo libro un giro vale sicuramente la pena farselo.

Giulia Battista

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