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Una guerra in un mondo distratto

2 ' di lettura

I System Of a Down pubblicano due canzoni dopo 15 anni di silenzio. “Non siamo tornati  per fare arte o business, questo è attivismo” dichiarano. Dopo lo scoppio di un  nuovo conflitto tra Armenia e Azerbaigian a settembre, i musicisti, tutti di origine armena,  hanno messo da parte i disguidi che li portarono allo scioglimento anni fa, pubblicando il  6 novembre due brani dal titolo “Protect The Land” e “Genocidal Humanoidz” in difesa della propria terra, l’Armenia

I due nuovi brani infatti parlano degli scontri tra Armenia e Azerbaigian, facenti parte della controversia riguardante la regione caucasica del Nagorno Karabakh, che ha ripreso forza in questi ultimi mesi, ventisei anni dopo l’Accordo di Biškek. Nel 1994 questo impose la  fine del conflitto scoppiato nel 1988, senza però portare ad un’effettiva risoluzione della questione. Gli “umanoidi genocidi” sono proprio quelli che stanno bussando alle porte degli  armeni in questo preciso istante. Ma quali sono le ragioni di tale violenza? Ci sono davvero buoni e cattivi? È davvero così semplice “schierarsi” dalla parte degli innocenti bombardati di cui abbiamo sentito parlare finora?

Le fasi del conflitto

La Guerra dell’Artsakh, o Guerra del Nagorno-Karabakh, è un conflitto armato tra forze azere e forze armene per il possesso della regione caucasica che da il nome al conflitto. Lo scontro ha avuto inizio a settembre, lungo la linea di  contatto dell’Artsakh. Dopo due settimane di battaglia, il 10 ottobre i rappresentanti dell’Armenia e dell’Azerbaigian, grazie alla mediazione del ministro degli esteri russo Sergej Lavrov, hanno firmato un cessate il fuoco per consentire lo scambio di prigionieri e caduti. La guerra tuttavia è ripresa pochi giorni, concludendosi solo il 9 novembre, in seguito alla resa da parte dell’Armenia. Proprio questo ha suscitato indignazione nel frontman dei SOAD, Serj Tankian.


Nei fatti, da circa trent’anni l’Armenia ha invaso e conquistato questa regione, prevalentemente abitata da armeni, ma ufficialmente riconosciuta come parte dell’Azerbaigian. Si è autoproclamata indipendente ed è sostenuta, ma non riconosciuta, dall’Armenia. Il conflitto è quindi lo strascico di quanto succede ormai da anni in questi territori, di una guerra conclusosi nel 1993 con la tregua indetta dall’ONU1. Non è ancora chiaro se gli attacchi da parte dell’Azerbaigian nei confronti dell’Armenia perpetrati negli ultimi mesi, siano una conseguenza del precedente tentativo degli armeni di espandersi ulteriormente, nel mese di settembre, oppure l’occasione per riprendere i propri territori approfittando della distrazione degli altri paesi.

Perchè il mondo sappia

Sulla pagina Facebook dell’ambasciata dell’Azerbaigian a Roma, si legge in alcuni post di una manifestazione pacifica svolta da studenti azerbaigiani in Piazza del Popolo, al suono della musica nazionale del loro paese di origine. Questo atto è stato organizzato al fine di sensibilizzare nei confronti dell’aggressione dell’Armenia contro l’Azerbaigian. Si legge anche, come informazione del Servizio Stampa del Procuratore Generale, che le forze armate armene, violando le regole del regime del cessate il fuoco, hanno continuato a commettere atti criminali contro la popolazione civile. 

Non stupisce quindi, considerata anche l’origine armena dei membri dei System Of A Down, la presa di posizione a difesa e protezione della loro terra. Un intervento volto a mettere in luce una questione su cui tutti tacciono. È probabile inoltre, che la denuncia del gruppo sia rivolta più esplicitamente al silenzio degli Stati Uniti, i quali da anni si disinteressano del  problema.
 Ad ogni modo, informazioni ben precise sulle dinamiche degli ultimi scontri non è dato saperle. Rimane però fondamentale, soprattutto in questo periodo storico in cui la disinformazione dilaga e si espande a macchia d’olio, non dare per scontato nulla.

Simona Losito

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